I Miei Romanzi



MARINA
13 capitoli - 97 pagine




La storia di una donna e la sua famiglia fra dolori e gioie, preveggenza e poteri extrasensoriali, amore e odio.... Il difficile mestiere del vivere


Incipit

""Era contento della sua vita. Era contento della sua famiglia. Era felice. Aveva avuto la fortuna di un matrimonio ben riuscito e di avere dei figli stupendi. Due per l’esattezza, un maschio ed una femmina. Veri ragazzi modello, educati, servizievoli, intelligenti, con ottimi profitti negli studi. Proprio per questo, aveva programmato per loro, sempre che lo avessero voluto, di iscriverli all’Università. Gli sarebbe costato un po’ di sacrifici, ma i suoi figli meritavano questo ed altro e forse ancora di più. Doveva però fare i conti con il bilancio familiare.
Anche se, per questo, non aveva nulla di cui lamentarsi. Aveva un buon posto, ben remunerato. Per carità, niente di eccezionale, ma sufficiente per mandare avanti una famiglia di quattro persone, senza altri redditi. Riusciva a non far mancare nulla ai suoi. Dalla villeggiatura estiva al mare ed in montagna alle settimane bianche d’inverno. Dal motorino ai ragazzi al computer per tutti. Dalla pelliccia ai gioielli per la moglie. Certo, non tutti insieme, doveva stare attento a dilazionare le spese, ma ce la faceva. Riusciva ad avere anche un “ gruzzoletto “ in banca, per ogni evenienza. Proprio non poteva lamentarsi. La sorte con lui era stata benigna. La moglie poi, per lui, era la più incantevole delle donne. L’amava alla follia, più dei giorni del fidanzamento, breve, più dei primi anni di matrimonio. Erano trascorsi più di vent’anni dal giorno del fatidico si, e lui era ancora più innamorato della sua dolce Silvana. Una bella donna di quarantadue anni. Mora, formosa ma slanciata, dal carattere sempre allegro, dall’intelligenza viva e spigliata come solo una donna del sud può avere. La risposta sempre pronta, la battuta sempre in agguato: era la sua vita ! Per lei si sarebbe fatto uccidere. Quando lo guardava, in quel certo modo, gli venivano ancora i brividi dietro la schiena… e la desiderava sempre, più della prima volta. Anzi poteva dire, che i loro incontri erano sempre come la prima volta, forse meglio. Avevano raggiunto un’intesa sessuale perfetta. Ma non solo quello. Spesso, in presenza di altre persone, non avevano bisogno di parlarsi, di consultarsi, bastava uno sguardo, un’occhiata per capirsi, per decidere come comportarsi.
La cerchia degli amici li portava ad esempio: il prototipo della coppia perfetta, li prendevano in giro: “ gli sposini “ , era diventato il loro soprannome. Ma in cuor loro forse li invidiavano un po’ per quella perfetta unione di pensieri ed intenti.
Era domenica mattina ed approfittava per rimanere ancora un po’ a poltrire a letto con sua moglie.
D’altronde potevano farlo. Non dovevano dare retta a nessuno. I figli, ormai grandi, erano andati via venerdì sera in montagna, a sciare e sarebbero ritornati solo a sera inoltrata. Erano da soli, non era necessaria neppure attuare l’autocensura che si imponevano in loro presenza.
Dopo un altro lungo ed appassionante bacio, seguito da tenere ed audaci carezze: -“ Basta adesso, amore “- disse la moglie -“ Ora è tempo di alzarci e di mangiare qualcosa, abbiamo consumato molte energie… stanotte… ed ho una fame…! “- Ridendo e lanciandogli un’occhiata assassina, saltò giù dal letto e completamente nuda andò in cucina.
-“ Vuoi mangiare qualcosa o ti basta il solito caffè ? “- Gli urlò.
La visione della moglie… e il pensarla china sui fornelli, gli solleticò la fantasia. Si alzò anche lui, vestito come la moglie, ed in silenzio si diresse in cucina. Si avvicinò con cautela alle sue spalle e l’afferrò con furore. -“ Sono il bruto che ti perseguita. Adesso mi darai quello che voglio da te... Ti violenterò... Non gridare o ti taglio la gola…! “-
-“ Per carità, abbiate pietà di una povera donna indifesa… Prendete di me tutto quello che volete, ma non ammazzatemi… per carità ! “-
Questo loro gioco durò per diverso tempo ed ebbe come unici testimoni il tavolo della cucina, poi il lavabo e persino la lavastoviglie.
Finalmente esausti e sudati si sedettero. O meglio lui si sedette e la donna trovò accoglienti le sue ginocchia.
-“ Ma dimmi, è possibile che dopo vent’anni e passa di matrimonio, pensiamo ancora a ‘ste cose…? “-
Mentre poneva questa domanda, la donna si accarezzava il seno, allontanando la bocca di lui che tentava di mordicchiarlo.
-“ E’ possibile, finché ci ameremo, ci desidereremo.”- Fu la risposta un po’ casuale di Marco che a tutto pensava, tranne che a parlare. Intanto le accarezzava le gambe, palpeggiandone la consistenza e costatandone la levigatezza.
-“ Dai adesso, veramente, basta ! Che credi ? Mi fai venire ancora voglia… e mica sei di ferro…! Avrà bisogno anche "lui" di riposo... ! “- Disse ridendo la donna indicando il basso ventre del marito.
-“ Ma che riposo ! Guarda, è già pronto per un’altra partita…!”- -“ Mangiamo prima… e poi.. torniamo a letto……!”-
Una nelle braccia dell’altro, cominciarono a sorseggiare il caffè e a sbocconcellare dei biscotti quando i loro programmi ebbero un brusco cambiamento.

P.S.: Il romanzo è leggibile nel "FORUM DEL CUORE"