I Miei Romanzi



LA CROCE DEI DUE SOLI
42 capitoli - 226 pagine

Il re dei ladri, la sua vita fra crociate, pestilenze e guerre, in un mondo di forze oscure e misteriose. Arbitro di fatti più grandi di lui.. ed una Reliquia sacra da restituire....

Incipit

""Galoppava, aggrappato al suo cavallo nero, lasciava che l’animale, superbo per la sua possanza, lo portasse via da quel paese ostile. Procedeva veloce sulla terra battuta delle stradine fra gli orti, sulle strade lastricate dei villaggi. Persone e cose scansate per un pelo, altre travolte, finalmente la campagna aperta, libera, disseminata di qualche sparuto albero, poi là in fondo una macchia scura: la foresta. Era la sua meta. Solo quando l’avrebbe raggiunta si sarebbe sentito al riparo. Era la sua salvezza! Indicò a Furore la strada da seguire. L’amico quadrupede di tante avventure nitrì, quasi a sottolineare di aver compreso. Poi, finalmente, sgomberò la mente dalla paura atavica che tutti gli umani hanno della morte violenta, del linciaggio, cercò di fare un rendiconto delle ultime ore. Intanto il cavallo si avvicinava sempre più a quella linea scura che pian piano s’ingrandiva ed ora presentava varie tonalità di verde. Si voltò a guardare se qualcuno lo inseguisse, per la prima volta da quando era fuggito. In lontananza vide un polverone. L’esperienza lo portò a valutare in una ventina i cavalieri che lo inseguivano. Credeva peggio. Forse anche in questo caso se la sarebbe cavata, solo se fosse riuscito a mantenere lo stesso vantaggio sino alla fine. La foresta maledetta, così era chiamata dagli abitanti di quelle terre. Aveva sentito storie di mostri che si annidavano al suo interno e che nessuno si avventurava ad attraversarla da solo. Leggende, paure primitive di un popolo incolto, paure ancestrali che riversavano su alcuni luoghi per allontanarle. I mostri sono là, noi invece qui, al chiuso delle nostre case, siamo al sicuro. Fandonie. Lui aveva viaggiato molto, aveva girato in lungo e in largo mille contrade, aveva visitato centinaia di luoghi “stregati”. “maledetti” e aveva incontrato solo la semplice e pura paura per l’ignoto. Nei luoghi “proibiti” c’erano sempre solo piante, alberi, animali addirittura timorosi di ogni intrusione; aveva visto solo il buio sotto fitta la vegetazione; aveva sentito solo le “voci” degli animali del posto, aveva solo respirato l’aria greve e fredda di un sole mai presente, l’umido che si attaccava addosso, peggio di una pioggia fine e fittissima. Nient’altro. Ma tanto meglio così: quella incomprensibile paura, lo avrebbe protetto ancora una volta. Un pensiero gli attraversò la mente: la paura era più forte della voglia di vendetta, del furore causato dall’onore offeso, del danno subito. Meglio così. Non era la prima volta che approfittava di ciò per evitare il peggio! Fu distolto dai suoi pensieri da uno scarto violento del cavallo che all’improvviso si fermò. Riuscì a stento a mantenersi in sella, senza dimenticare di fare, dopo essersi ripreso, una carezza all’animale, per tranquillizzarlo. Avevano raggiunto il limitare della foresta, e Furore, intuì, aveva sentito qualcosa di diverso provenire da dalla macchia verde scuro che si allargava dinanzi a loro. -“ Su Furore, buono, vai, vai adagio, sono solo alberi!”- un’altra carezza sul collo del cavallo che, s’addentrò, tranquillo, nella fitta vegetazione. Ad un tratto Furore si fermò senza motivo apparente e con un moto di terrore si impennò. -“ Calma, cosa c’è? Cosa hai sentito?”- Scorse un chiarore provenire dalla loro destra, a poca distanza, e spronò il cavallo verso quella direzione. ll cavalloFurore però non si muoveva, era paralizzato dal terrore. Igor smontò e gli si pose di fronte. Dopo molti tentativi e suadenti parole sussurrate, riuscì a calmarlo, senza perdere di vista quello che accadeva tutto d’intorno. Silenzio assoluto. Questo lo preoccupò. La natura sembrava aver smesso di vivere, di respirare. Non si udiva più il furtivo strisciare degli animali sul letto di foglie che ricopriva il terreno, non si sentiva neppure il ronzare degli insetti, anzi, gli sciami che l’avevano tormentati sino a pochi istanti prima erano scomparsi! Si tolse di dosso la coperta, strinse fra i denti le redini, e con nella destra la spada e nella sinistra il pugnale, leggermente curvato in avanti, pronto a scattare, s’incamminò lentamente verso il chiarore...""

P.S.: Il romanzo è leggibile nel "FORUM DEL CUORE"