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I Miei Romanzi
                 
IL VILLAGGIO DI ERIK
(20 capitoli - 125 pagine)
L'eterna lotta fra il bene ed il male fra le terre del sud e l'impero del nord, dove un imperatore bambino sconfigge il male con l'aiuto dei Druidi e trova l'amore.
Un villaggio, Alpenberg, e il suo battagliero borgomastro si oppongono con successo all'invasione di esseri mostruosi e crudeli ed alla magia nera.... in attesa del loro Imperatore.
Ecco qui, per assaggio, il 6° capitolo:
(Il male chiama a se un branco di lupi per fermare l'Imperatore ed un gruppo di fidati amici.....)
Mentre nella capanna del vecchio soldato il sonno regnava sovrano, non molto lontano, nel pieno della tormenta che continuava furiosa, su una piccola altura, avveniva un fatto prodigioso.
Una grande luce bianca comparve dal nulla, con un boato sommesso e in essa si materializzò una figura coperta da un lungo mantello nero. Si poteva notare il suo fisico alto ed esile, ma soprattutto, se qualcuno si fosse imbattuto al suo cospetto, avrebbe visto solo due occhi magnetici... striati di rosso. Ad un tratto la figura nera alzò il braccio destro verso l’alto e, puntando il dito indice verso il cielo, disegnò un cerchio di fuoco. Dal suo dito sprigionò un raggio di luce vivido, un fulmine che si dissolse in brevi istanti, lasciando nell’aria uno sgradevole odore acre. Nel volgere di pochi minuti tutti i lupi della zona si diressero verso quell’altura. Con il mantello al vento, quella figura sfidava le forze della natura. Nella sua calzamaglia di panno nero, sembrava non soffrire i morsi del gelo. Era avvolta da un alone azzurrino, puntò nuovamente l’indice destro questa volta verso gli animali.. che si ammansirono, erano diventati una moltitudine..... un branco molto numeroso. Guaiendo come dei cuccioli, si accucciarono sulla neve, mentre uno di loro, il capo, si avvicinò lentamente alla nera figura che sembrava averlo chiamato.
Era un bell’esemplare di maschio dal pelo grigio lucente. Le sue fauci mostravano dei denti aguzzi, affilatissimi. Dal corpo possente ma agile, con due balzi giunse in cima al dosso e, rimanendo fermo ad una certa distanza dall’uomo, col capo chino ma osservandolo di sottecchi....
-“....Grrr..Grrr ....Hai chiamato.... padrone.... grrr...grrr ....cosa vuoi ?....grr... grr “-
-“ Voglio obbedienza assoluta.... e velocità. Ho dovuto aspettare troppo il tuo arrivo..”- La sua voce era astiosa e sferzante.
Il grosso lupo indietreggiò, quasi sentisse il peso del rimprovero ..“ Grr .. La tormenta.... grr .. grr.. i miei compagni erano ... grr..grr.. separati.... al riparo.... grr... Ordina...! grr.. grr.. “-
-“ In queste terre, non molto lontano di qui, si aggireranno domani mattina un gruppo di uomini... Devono rimanere qui.... Li dovete fermare... IN OGNI MODO... specialmente due ragazzi, un maschio ed una femmina più un vecchio.... Questi tre non devono rimanere vivi....Andate....! Guai a voi.... ! “-
Il grosso lupo non si fece ripetere due volte l’ordine e corse via veloce come una furia verso il branco e continuò la corsa seguito dai suoi simili.....
Intanto la figura in nero proruppe in una sonora agghiacciante risata....
-“ Correte.. correte... obbedite ad Ankerov... il Vostro Signore ...il Principe della Notte.....ah, ah !“- E scomparve in un luccichio azzurrognolo......
A dieci miglia di distanza Elkertin, non stava più nella pelle, era in ansia per la sorte del suo Imperatore. Era la prima volta che Sig si allontanava dal lui. Si sarebbe trovato, per la prima volta decidere da solo... senza il suo consiglio....Senza contare la pericolosità di quelle contrade, brulicanti di branchi di lupi , di cui avevano sentito gli ululati. Avevano rinforzato i fuochi che sotto la tormenta di neve tendevano ad affievolirsi. Avevano raddoppiato i turni di guardia.e di conserta col capo scorta avevano deciso che l’indomani mattina, si sarebbero messi in movimento prima del sorgere dell’alba per andare ..incontro all’Imperatore....
Finalmente l’alba spuntò in quelle terre desolate. Nella capanna erano svegli già da un paio d’ore. Irrok e Samarha avevano preparato lo stretto necessario per la loro avventura. Il vecchio aveva sellato i cavalli per loro due e per la scorta, ed aveva caricato sugli altri suoi quattro, un po’ di cibo , fra i quali un maiale che aveva ucciso durante la notte.... era inutile lasciarlo li, sarebbe stato divorato dai lupi..... Già i lupi, ne aveva sentito gli ululati... sembravano molto vicini, evidentemente la tormenta li aveva spinti alla ricerca di cibo..... Brutto affare....!
Quando furono pronti per la partenza, si rivolse a Sigfrid...
-“ Maestà, questa notte ho sentito i lupi... sembravano numerosi.... la tormenta li avrà spinti lontano dai loro territori preferiti alla ricerca di cibo.....Un altro pericolo da affrontare. Occorre procedere velocemente ed in formazione di difesa....Voi, Samarha e i cavalli non sellati al centro, noi intorno, in cerchio e a stretto contatto.... tutti con arco e frecce a portata di mano e pugnali pronti all’uso. Se ci assalgono sarà dura.... portiamo con noi delle fiaccole accese, serviranno anche quelle.... per tenerli lontano... almeno per un po’. Se permettete Maestà vorrei essere io alla guida, dobbiamo avanzare cercando dei dossi, salendo su delle colline... per avere una posizione di vantaggio..... ed io conosco un percorso che porta verso il sud... che si snoda appunto passando sui dossi....”-.
-“ Tu ed Astok aprirete la marcia, ai lati saranno Derek a destra e Pirzeg a sinistra...Franz e Marquet fungeranno da retroguardia ed io resterò al centro a protezione di vostra figlia..Va bene così.... ?”- Ridendo Sig fece un inchino scherzoso all’indirizzo di Irrok.. suscitando il sorriso nei suoi uomini. Intanto aveva notato, con interesse, i lunghi capelli biondo platino di Samarha ma ne distolse subito lo sguardo.
Il vecchio soldato scosse la testa sorridendo anche lui, intanto si complimentava per la prontezza del ragazzo. Aveva intuito il pericolo mortale che correvano, aveva accettato i suoi consigli disponendo come meglio non poteva i suoi pochi uomini, aveva assicurato ad un vecchio padre la sicurezza... della figlia e da vero capo aveva cercato di risollevare l’umore dei suoi uomini con quella buffa sceneggiata dell’inchino. Certamente aveva notato che i suoi uomini erano tesi, preoccupati. Avevano sentito anche loro il lupi... ! Aveva tentato di porvi rimedio ! Nei casermaggi si soleva dire che un soldato timoroso è un soldato morto, mentre un soldato allegro... mette in fuga la vecchia, dove la vecchia era la morte.
Finalmente montarono a cavallo. Irrok si sorprese di farlo con un solo balzo. Erano anni che non ci riusciva, erano anni che aveva il bisogno dell’aiuto di Samarha.....ma da qualche ora si sentiva invaso di nuova forza, gli sembrava che i suoi vecchi muscoli fossero ringiovaniti. Anche poco prima, quando aveva sollevato la grande spada imperiale, lo aveva fatto senza sforzo, gli era sembrata più leggera.Forse ritornare in azione.. aveva svegliato in lui il soldato che si era assopito e che l’inerzia stava facendo sfiorire. Forse era un segno del destino... oppure....... ! Comunque, magia o no, riprovare l’antico vigore gli dava un senso di euforia... non gli dispiaceva affatto.
Si lanciarono al galoppo verso sud percorrendo un tragitto tortuoso, attraversando i dossi e le colline, che da quelle parti si susseguivano le une alle altre, nella loro parte più alta....
Ad un tratto, Pirzeg che presenziava la parte sinistra del drappello, attirò l’attenzione degli altri, indicando in basso alla sua sinistra..... Un buon numero di lupi li fiancheggiavano alla stessa velocità, ad un centinaio di metri. Nello stesso tempo anche Derek indicò dalla sua parte,sul versante destro della collina, in basso un altro branco.
-“ Ci inseguono “- Gridò Franz dalla retroguardia -“ Forza in fretta o siamo raggiunti.... è un branco unico, numeroso.... che ci sta accerchiando....”- La sua voce suonava allarmata... Astok indicò ad Irrok dei muri diroccati poco distanti davanti a loro, per fortuna verso la parte più alta della collina. Nel Frattempo Sigfrid lanciò due frecce incendiarie alla sua destra, verso gli animali, che, spaventati dalle piccole fiamme, per un attimo si dispersero, facendo guadagnare un po’ di terreno al drappello.Visto il successo, anche gli altri componenti, mentre erano al galoppo, lanciarono altre frecce incendiate a cerchio intorno a loro, ottenendo lo stesso effetto. Ebbero così il tempo di raggiungere le mura, mettere al riparo gli animali e schierarsi a cerchio, al riparo delle basse costruzioni, con le armi pronte.
Irrok sfilò la grande spada dal fodero e la piantò in terra accanto a lui, Sig e Samahra si misero al suo fianco... alle loro spalle si erano sistemati gli altri uomini.
-“ Continuate a lanciare frecce accese “. Ordinò Sig. nel frattempo prese dalla sua cintola il corno e vi soffiò dentro con forza..... ne scaturì un suono acuto che si sparse per la vallata e che per un attimo fermò la corsa dei lupi...
-“ Quando potete, suonate i vostri corni.... Elkertin e gli altri potrebbero essere nei paraggi... gli esploratori.... potrebbero cercarci..... abbiamo scantonato un po’ dal percorso primitivo..... se c’è qualcuno, ci sentirà....”-
Intanto gli animali si avvicinavano sempre più, nonostante le numerose frecce che li colpivano. Ad un tratto si fermarono... senza motivo apparente....
-“ Guarda padre “- Esclamò Samarha... indicando un grosso esemplare fermo davanti agli altri -“ E’ il loro capo, se lo colpiamo il branco si disperderà per un po’, per trovarne un altro “-.
Sig, Irrok, ed anche la ragazza, che si dimostrò un abile arciere, raddoppiarono i loro sforzi scagliando frecce una dopo l’altra...e suonando di tanto in tanto il corno. La bestia riprese la sua corsa, con continui scarti per evitare le frecce. Era ormai a poche decine di metri dal gruppo.... si accucciò dietro un masso, sembrava spiare la sua preda, o meglio, sembrava cercare la sua vittima, una in particolare.... Lanciò un lungo ululato e fu raggiunto da altri due esemplari grossi quanto lui.... poi, come se fossero spinti da una stessa intelligenza, si lanciarono velocemente all’assalto... con un grande balzo..... I due ultimi arrivati furono fermati da due precise frecce lanciate da Samarha e da Marquet, che aveva avvertito il pericolo e si era loro affiancato, mentre il capo che stava per piombare addosso a Sigfrid, con le fauci spalancate, pronto ad azzannargli il collo, fu.... decapitato dallo spadone di Irrok. Il sangue schizzò dappertutto. La testa del lupo rotolò ai loro piedi, mentre il resto del corpo continuò il salto andando ad urtare Samarha che si era nel frattempo inserita fra l’animale e Sigfrid. L’urto la fece cadere e con lei trascinò anche il giovane. I corpi dei due rotolarono abbracciati per proteggersi l’un l’altra. Era la prima volta che Sig sentiva il calore e la morbidezza di un corpo femminile. A quel contatto sentì una strana emozione....Anche la ragazza aveva provato qualcosa di simile, perché ristette per pochi attimi avvinghiata al corpo del giovane... per poi rialzarsi, arrossata in volto e sfuggendo gli occhi del giovane con la scusa di recuperare le sue armi. Irrok notò la scena, ma non disse nulla.
-“Tutto a posto Maestà.. ? “- Franz chiese ansioso...
-“ Si .. tutto...a ...posto.... rafforzate la... posizione”- Fu la risposta un po’ stralunata dell’Imperatore.
-“ Presto Pirzeg... Derek... venite qua, voi Maestà copriteci le spalle....”- Il vecchio capitano aveva preso il comando della situazione....Velocemente, con un altro colpo di spada tagliò in due per la lunghezza il corpo dell’animale, poi consegnò i due pezzi ancora grondanti sangue ai due cacciatori.
-“ Presto lanciateli più lontano che potete.. presto.... tu di là e tu Derek di qua....”- Derek e Pirzeg gonfiarono i loro muscoli e lanciarono sullo stesso versante la carcassa del fu capo branco..... Ed avvenne quello che Irrok aveva previsto.... i lupi si lanciarono famelici su quei resti per sbranarli, azzuffandosi fra loro. Nel frattempo, approfittando della pausa, Franz portò fra i dirupi i corpi delle altre due bestie fermate in volo.... li lavorò allo stesso modo e li consegnò ai... lanciatori. In breve il branco che li aveva accerchiati si divise in quattro gruppi, tutti dallo stesso lato, azzuffandosi ferocemente fra loro, per il possesso del cibo..... !
I nostri ne approfittarono per colpire con le frecce quante più bestie potevano..... ma erano davvero tante .... e per di più i dardi stavano per finire. Sigrid ordinò di accendere quante più fiaccole potevano e sistemarle tutte intorno a loro.... il fuoco avrebbe intimorito il branco senza capo. Intanto i suoni nei corni si ripeterono. Marquet preparò davanti a se una decina di coltelli, Pirzeg e Derek, trovarono dei nodosi e robusti rami, li sfrondarono e li distribuirono: potevano servire come bastoni o come torce per l’ultima disperata difesa. Intanto i lupi continuavano la loro guerra privata. Ad un tratto si sentì un alto ululato che attirò l’attenzione anche degli uomini. Era un esemplare stupendo. Fermo su un tronco d’albero divelto reclamava a se la carica di.capo branco. Vi furono dei latrati furiosi in risposta. La bestia si lanciò nel centro del gruppo da cui era venuta la risposta, vi si immerse riemergendone con fra le fauci la gola di un lupo. Gli altri animali si allontanarono.....la bestia fece dei passi lenti in avanti.... emise altri tre lunghi ululati e si scagliò all’attacco, seguito da tutti gli altri, scontrandosi con un folto numero di frecce, le ultime, che fecero moltissime vittime. Paradossalmente le cose per gli uomini erano migliorate: non erano più circondati, l’attacco dei lupi avveniva tutto da un lato ... potevano fare fronte unico.....
Il branco ricacciato indietro dal nugolo di frecce, si fermò, indietreggiò di una decina di metri, poi sotto la spinta del nuovo capo, i lupi cominciarono ad avanzare fianco a fianco lentamente,intuendo in qualche modo che non sarebbero più colpiti. Marquet lanciava di tanto in tanto un coltello cercando di colpire il nuovo capo branco.... ma anche questo riusciva sempre a schivarli. Era una scena allucinante: un centinaio di lupi con in testa la loro guida, che sembrava studiare il modo di attaccare, cercava di individuare una falla nello schieramento degli uomini, che agitavano davanti ai loro occhi le fiaccole... rallentando la loro avanzata. Ad un tratto si udì un ruggito potente alle spalle degli uomini che d’istinto si lanciarono in terra brandendo le loro spade....
-“ Non uccidetelo.. non uccidetelo “- Gridò Samarha, é Kriz.. un amico, è venuto in mio soccorso... è qui per difenderci....Non lo colpite.... !”-
Gli uomini increduli lasciarono passare un enorme orso bruno alto quasi tre metri.... che si lanciò nel mezzo del branco, trascinando con se il capo. La scena si svolgeva a pochi metri da loro... Accerchiato, azzannato da tutte le parti, l’orso combatteva ferocemente con gli artigli affilati delle sue zampe e con tremendi morsi. Ad ogni zampata eliminava due o tre lupi.... mentre con le zanne spezzava i colli di chi gli veniva a tiro... ma erano troppi.. e perdeva molto sangue....
-“ Aiutatelo.. lo ammazzeranno...Aiutatelo..... ! “- A questa supplica urlata dalla ragazza, risposero Derek e Pirzek, seguiti da Irrok che intervennero a colpi di spada sugli animali che erano addosso all’orso.... Una scena epica: uomini e orso alleati contro i lupi. Le bestie cadevano a decine ai loro piedi, ma gli uomini erano costretti ad indietreggiare, mentre Franz e Sig tenevano a stento Samarha che voleva buttarsi nella mischia. Poi finalmente sentirono dei suoni di corno... e videro con gioia, i compagni della scorta che accorrevano in loro aiuto. I lupi presi fra le frecce dei nuovi arrivati da un lato e dai colpi di spada dall’altro, cominciarono a perdere il loro primitivo coraggio sino a fuggire via..... ormai erano rimasti in poco più di una decina.... i corpi dei loro compagni giacevano infilzati da frecce o feriti mortalmente da colpi di spada e di artigli. Formavano un tappeto grigio e rossastro su cui si poteva camminare... nascondevano il prato innevato.....
Alla fine Sig, Samarha, Irrok, Astok, Franz, Marquet Derek e Pirzeg poterono abbracciarsi e baciarsi contenti dello scampato pericolo e, miracolo, nessuno era ferito. L’abbraccio si ripeté con gli uomini della scorta mentre Irrok e Samarha curavano le ferite di Kriz, l’orso, che con il suo aiuto li aveva salvati da sicura morte. Senza il suo intervento, la scorta avrebbe trovato solo dei miseri resti e forse.... neppure quelli.... !
P.S.: L'intero romanzo è leggibile nel"FORUM DEL CUORE"
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