Pinacoteca



- Canto d'amore - 1914 -
Giorgio De Chirico
Olio su tela - 73 x 59,1
New York
The Museum of Modern Art


...ha questo quadro un fascino misterioso, che si trova in tutti i metafisici dipinti del maestro.
Si presenta quest'opera come un enigma senza soluzione certa e giammai, credo la si potrà trovare.
L'occhio indagatore spazia in una delle sue tante "piazze d'Italia" tutte uguali: un edificio con al fianco una testa marmorea, resto di una statua antica. Dipoi ecco che infrange l'immagine classica un guanto in gomma, enorme, da chirurgo! Ed infine, a completare l'arcano, a terra si nota una sorprendente palla verde.
Immagini dipinte da De Chirico senza il senso delle proporzioni, con una scala di volumi, a rappresentare valori che solo a lui è dato sapere.
Dipoi il titolo: "CANTO D'AMORE".... il suo nesso con l'opera non è chiaro!
Entrare nella mente di chi, artista, crea, è cosa ardua, impossibile quasi. Nulla lasciò di scritto a commento dell'opera De Chirico, ed ecco allora i più valenti critici lanciarsi in interpretazioni varie!
""Voleva l'artista sezionare (il guanto chirurgico) il mondo antico (frammento di statua) conservando un distacco quasi divertito (palla verde)""

No...

"" De Chirico ha inteso denunciare il mondo moderno dedito a giochi (palla verde) o tuttalpiù ad approfondimenti nel mondo scientifico (guanto da chirurgo) abbandonando il culto del bello , del classico e lo studio di antiche arti (frammento di statua)"""
Il mio pensiero nulla vale contro sì erudite interpretazioni. Eppure dico la mia.
E se il Maestro avesse dato spazio all'estro che nell'animo suo urgeva? Senza messaggi alcuni ma solo esternando ciò che aveva nel cuore: l'amore per il mondo classico (le piazze italiane ne son satolle), stima della ricerca scientifica e per finire desiderio ed invito ad affrontare la vita con serenità e gioco.
Molto contrastava il suo sentire con quel che vedeva d'intorno: incuria per i tesori d'arte, abbandono della ricerca (guanto appeso) ed attenzione solo per il frivolo, il gioco.
Fortuna vuole che nessun dei critici valenti mi leggerà mai, così non potrò esser giudicato "blasfemo" !

Una cosa è certa: il quadro pur in linea con lo stile del grande Giorgio, è l'opera più surrealista mai da lui creata!
René Magritte,(mi son documentato) si convertì al surrealismo solo dopo aver ammirato questo quadro (è storia scritta!).