MUSICA LIRICA



GIACOMO PUCCINI
(Giacomo Antonio Domenico Michele Secondo Maria Puccini)
(Lucca 22-12-1858 - Bruxelles 24-12-1924)



La vita


Giacomo Puccini fu il più importante compositore italiano della generazione post-verdiana. Discendeva da una numerosa casata di musicisti, direttori d'orchestra e compositori e si dava quindi per certo che avrebbe ereditato il talento e l'interesse per perpetuare il mestiere prescelto della sua famiglia. Subito dopo la morte prematura del padre, alla tenera età di sei anni ricevette in eredità non solo il posto di maestro del coro e organista nella chiesa di San Martino, ma anche quello di docente di musica al Collegio Ponziano. La madre aveva delle grandi aspettative nei suoi confronti e lo affidò al fratello Fortunato Magi perché potesse impostare la sua istruzione musicale e lo studio del piano. I risultati di questa educazione non furono tuttavia del tutto positivi: Puccini non era affatto un bambino prodigio, difatti lo considerava un allievo non troppo dotato e scarsamente disciplinato. Divenne tuttavia organista.
Nel 1876, a soli 13 anni, il giovane Giacomo andò a piedi fino a Pisa, che da casa sua distava circa 20 chilometri, per assistere alla rappresentazione dell'opera più recente di Verdi, Aida. Questo evento si rilevò decisivo per il suo futuro poiché il ragazzo rimase letteralmente estasiato dall'opera.
Lasciata Lucca, dal 1880 al 1883 Puccini studiò al conservatorio di Milano (ricevette da parte della regina Margherita una borsa di studio di cento lire mensili per un anno. Anche suo zio, il procuratore legale Nicolao Cerù, gli assicurò un prestito perché potesse far fronte alle spese di mantenimento),dove fu allievo di Amilcare Ponchielli e Antonio Bazzini. Nel 1883 partecipò al concorso per opere in un atto indetto dall'editore Sonzogno. Le Villi, su libretto di Ferdinando Fontana, non vinse il concorso, ma nel 1884 fu rappresentata al Teatro dal Verme di Milano sotto il patrocinio dell'editore Giulio Ricordi, concorrente di Sonzogno.
Rincuorato dal vivo successo delle Villi, Ricordi commissionò una nuova opera al duo Puccini-Fontana, destinata questa volta al Teatro alla Scala, ma Edgar (1889), che costò al compositore quasi cinque anni di lavoro, non raccolse che un successo di stima, e nei decenni successivi subì radicali rimaneggiamenti senza tuttavia mai affermarsi in repertorio.
Nel 1891 Puccini si trasferì a Torre del Lago (ora Torre del Lago Puccini) rimanendvi fino al 1921: ne amava il mondo rustico e lo considerava il posto ideale per coltivare la sua passione per la caccia e per le baldorie tra artisti. Di Torre del Lago il maestro fece il suo rifugio, prima in una vecchia casa affittata, poi facendosi costruire la villa che andò ad abitare nel 1900. Qui furono composte le sue opere di maggior successo.
Puccini sposò Elvira Gemignani, la vedova di un commerciante di Lucca, con la quale viveva già dal 1886 e che gli diede un figlio nel 1896.
La prima decade del secolo si rivelò un periodo molto travagliato della vita privata di Puccini. Nel 1903 rimase gravemente ferito in uno dei primi incidenti automobilistici in Italia e dovette sopportare una lunga e penosa convalescenza. Oltre alla morte nel 1906 del suo prezioso collaboratore, il librettista Giuseppe Giacosa.Poi nel 1909 la moglie Elvira gettò la sua casa nello scandalo accusando Puccini di avere una relazione intima con la loro domestica Doria Manfredi. Elvira denunciò pubblicamente la povera ragazza che, per l'enorme tensione emotiva, si suicidò. La corte valutò il caso decretando infine l'innocenza della ragazza. Quest'esposizione pubblica della sua vita privata turbò Puccini nel profondo e lo gettò in uno stato d'animo d'agitazione: questa fu la causa principale del lungo periodo di inattività. Nel 1912 a Puccini venne a mancare anche Giulio Ricordi, l'editore che per anni l'aveva saputo indirizzare in modo da sfruttare al meglio le sue qualità.
Puccini ebbe un ruolo molto attivo nelle sue opere, facendosi coinvolgere in prima persona in molte questioni relative alla loro produzione, dalla selezione dei cantanti e dei direttori d'orchestra alla scelta delle sedi di rappresentazione. Nel 1920 iniziò a lavorare a Turandot, ispirata alla favola teatrale di Carlo Gozzi. Nell'autunno del 1924, quando mancava soltanto il finale dell'ultimo atto per completare l'opera, la sua salute peggiorò a causa di un tumore alla gola che lo obbligò a sospendere il suo lavoro per sottoporsi a un'operazione. Venne curato in una clinica a Bruxelles e inizialmente la terapia seguita sembrò aver successo, ma il suo cuore si affaticò e Puccini morì il 24 novembre 1924.
Turandot venne quindi completata da Franco Alfano, che basò il finale sugli appunti che lo stesso Puccini aveva portato con sé durante il suo ultimo viaggio. Fu proprio Turandot, la sua ultima opera, ad essere accettata a livello internazionale e accolta come un pezzo standard di repertorio. La prima rappresentazione postuma dell'opera al Teatro alla Scala di Milano il 25 aprile 1926 fu diretta da Arturo Toscanini, uno tra i pochi ad aver potuto assistere alla realizzazione del progetto finale dell'autore. Il direttore sospese la rappresentazione proprio nel punto in cui il compositore fu costretto a interrompere il suo lavoro.
La morte di Puccini fu un lutto per l'Italia intera e per tutti i suoi sostenitori sparsi nel mondo. Inizialmente il compositore venne sotterrato a Milano, ma nel 1926 il figlio Antonio fece trasferire le sue reliquie a Torre del Lago in una piccola cappella privata della villa sul lago dove Puccini aveva composto i suoi capolavori. Subito Torre divenne spontaneamente meta di pellegrinaggio: la gente arrivava da vicino e lontano per vedere la casa dove il più famoso compositore del ventesimo secolo aveva vissuto e lavorato.