Poesie immortali


Hermann Hesse

Amo le donne

Amo le donne, che mille anni fa
da poeti erano amate e celebrate.
Amo le città, le cui mura vuote
piangono le famiglie reali di tempi remoti.
Amo le città, che risorgeranno
quando dell'oggi non vivrà più nessuno.
Amo le donne - snelle, meravigliose,
che ancora non nate riposano nel grembo degli anni.
Assomiglieranno allora con le loro bellezze pallide
come le stelle alle bellezze dei miei sogni.



Perchè ti Amo

Perchè ti amo, di notte son venuto da te
così impetuoso e titubante
e tu non mi potrai più dimenticare
l'anima tua son venuto a rubare.
Ora lei è mia - del tutto
mi appartiene nel male e nel bene,
dal mio impetuoso e ardito amare
nessun angelo ti potrà salvare.




Il mio Amore

Tace e si ricorda con pensieri
pieni di tristezza dei suoi morti lontani.
Lo ho offerto a parecchi,
nessuno però lo ha voluto.
L'ho messo in vendita in tutte le vie,
nessuno lo ha voluto - non sa ridere!
Cosa devo fare col mio amore?
Lasciare lo voglio ai miei morti.




Senza di te

Il mio cuscino mi guarda di notte con durezza come una pietra tombale;
non avevo mai immaginato che tanto amaro fosse essere solo e non essere adagiato nei tuoi capelli.
Giaccio da solo nella casa silenziosa, la lampada è spenta, e stendo pian piano,
le mie mani per afferrare le tue,
e lentamente spingo la mia fervente bocca verso di te e bacio me fino a stancarmi e ferirmi -
e all'improvviso son sveglio, e intorno a me la fredda notte tace,
luccica nella finestra una limpida stella - o tu dove sono i tuoi capelli biondi,
dov'è la tua dolce bocca?
Ora bevo in ogni piacere la sofferenza e veleno in ogni vino;
mai avrei immaginato che fosse tanto amaro esser solo esser solo e senza di te!




Bagliori diffusi

Bagliori diffusi lampeggiano lontano,
il gelsomino con insolite luci risplende
come una timida stella pallida nei tuoi capelli.
Al tuo magico potere, dolente e privo di stelle
sacrifichiamo baci e rose, o notte ansiosa e calda.
Baci infelici e spenti, di cui, appena dati, ci pentiamo -
rose che in un triste ballo spargono petali quasi avvizziti.
Notte, senza rugiada amore senza fortuna e senza lacrime!
Su di noi un temporale incombe, e lo temiamo e lo desideriamo.




Poesia d'amore

Canto la tua scarpetta di seta ed il tuo frusciante vestito,
ogni notte ti sogno, o tu, mia crudele, mia pena del cuore!
Non so nessun nome che il tuo non posso piangere
per nessun dolore e per nessun piacere che per te, mio cuore.
Non voglio conoscere nessun'altra fortuna e nessun altro affanno
che ardere in nostalgia per te -
O, perchè sei morta?



Cimitero di campagna

Su croci oblique pendio di edera, leggero sole, profumo e canto d'api.
Felici voi che giacete al riparo stretti al cuore buono della terra.
Felici voi che, lievi e senza nome, riposate a casa nel grembo della madre!
Ma ascolta, dal volo delle api e dai bocci canta per me bramosia di vivere e di esistere,
l'anelito alla luce di un'essenza a lungo estinta erompe dal profondo dei sogni,
alle radici, macerie di vita, incrostate di nero, trasmutano e reclamano il presente,
e regalmente la madre terra si agita in nascite incalzanti.
Soave tesoro di pace nel grembo della tomba si culla non più greve di un sogno della notte.
Solo un fumo torbido èil sogno della morte, e il fuoco della vita sotto vi arde.



Vagando nella sera

Sulla strada polverosa, a tarda sera me ne vado,
ombre di muri cadono oblique, e tra i sarmentivedo la luce della luna su sentiero e ruscello.
Canzoni che un tempo ho cantato riprendo a intonare sommessamente,
di innumerevoli viaggi errabondi ombre si incrociano sulla mia via.
Vento e neve e vampa assolata di molti anni risuonano a me,
notti d'estate e azzurribagliori, tempesta e di viaggi aperità.
Cotto dal sole ed imbevuto dalla pienezza di questo mondo
più oltre ancora mi sento attratto
finchè il mio cammino sprofondi nel buio.



Smarrimento

Sonnanbulo, a tastoni mi trascino attraverso bosco e precipizio,
fantastico mi attornia un cerchio magico ardendo,
indifferentemente se io segua dannato o vezzeggiato devotamente l'intimo comando.
Quante volte la realtà in cui vivete mi ha ridestato e richiamato a sè!
Io stavo in lei deluso ed atterrito e di nuovo mi sono dileguato.
O calda patria a cui voi mi strappate sogno d'amore cui mi avete sottratto,
a rifugiarsi in te per te mille vie segrete torna il mio essere, come ritorna l'acqua verso il mare.
Mi guidano furtive sorgenti canore,
agitano uccelli di sogno piumaggi lucenti della mia infanzia
di nuovo riecheggia il suono, nell'intreccio d'orato nel ronzare soave dell'api
mi trovo in singhiozzi accanto alla madre di nuovo.



Mondo splendido

Sempre e poi sempre , o vecchio o giovane torno a avvertire:
una montagna notturna e al balcone una donna silenziosa,
bianca una strada al chiaro di luna in lieve pendio
e ciò mi lacera il cuore nel petto atterrito di struggimento.
O mondo ardente, o tu chiara donna al balcone,
cane che abbai nella valle, treno lontano che passi,
come mentite, come atroci ingannate me ancora,
e pur tuttavia voi siete sempre il mio sogno e delirio più dolce.
Spesso ho tentato la strada per la tremenda "realtà"
dove hanno valore mode, assessori, leggi, e denaro,
ma solitario mi sono involato, deluso e liberato,
verso là dove sogno e beata follia zampilla.
Afoso vento notturno negli alberi, scura zigana,
mondo ricolmo di nostalgia pazza e profumo di poesia,
mondo splendente, di cui sono schiavo eternamente,
dove a me guizzano i tuoi bagliori,
dove riecheggia per me la tua voce.



Pioggia

Pioggia fiacca, pioggia estiva dai cespugli rumoreggia,
rumoreggia dagli alberi.
Com'è bello e benedetto sognare ancora a sazietà.
Fuori a lungo me ne stetti nella luce, desueta mi è quest'onda:
dimorare nel proprio intimo da nessuna terra estranea essere attratto.
Niente desidero. niente bramo, accenno lievi canti infantili,
stupido a casa sono approdato nella vaghezza calda dei sogni.
Cuore, come sei lacerato dalle ferite,
come sprofondi cieco e beato di non pensare,
di non sapere, solo alitare, solo sentire.



Gioia del pittore

I campi portano grano e costano denaro,
sono insidiati i prati dal filo spinato,
bisogno e avidità hanno allignato,
tutto appare murato e corrotto.
Ma qui nei miei occhi alberga un ordine diverso di ogni cosa,
si estingue il violetto, la porpora troneggia,
di lei io canto la canzone innocua.
Giallo su giallo, e giallo unito a rosso,
fresco azzurrino velato di rossore luce e colore balza di mondo in mondo,
s'inarca e risuona in onde d'amore.
Regna lo spirito che ogni morbo guarisce,
risuona verde da rinata sorgente,
nuovo e ricco di senso il mondo si spartisce e il cuore si fa lieto e lucente.



Caducità

Su me dall'albero della vita foglia su folgia cade.
O variopinto mondo senza senso come ci rendi sazi,
sazi e stanchi come ci rendi ebbri!
Ciò che ancor oggi arde sprofonda presto.
Presto sibila il vento sulla mia bruna tomba,
si reclina la madre sul suo figlioletto.
Gli occhi suoi voglio rivedere il suo sguardo è la mia stella,
tutto il resto vuol dileguare e sparire, tutto muore, tutto muore volentieri.
Resta solo l'eterna Madre dalla quale noi venimmo, nell'aria
labile le sue dita giocano a scrivere il nostro nome.



Il viandante alla morte

Anche da me giungerai un giorno, non mi dimentichi,
s'infrange la catena ed il tormento avrà una fine.
Sembri ancora lontana ed estranea sorella morte,
sovrasti come stella gelida al mio destino.
Ma un giorno ti farai vicina, ricolma di fiamme sarai.
Vieni amata, sono qui, prendimi, sono tuo.



Magia dei colori

Alitar di Dio di quando in quando, cielo in alto, cielo in basso,
luce canta canzoni a mille a mille,
Dio si fa mondo in colori variopinti.
Bianco su nero e caldo sul fresco si sente sempre tracciato di nuovo,
eternamente del caotico intreccio riluce intanto l'arcobaleno.
Così trasmuta nell'anima nostra in mille pieghe tra voluttà e affanno la luce di Dio,
agisce e crea, e come il sole noi lo onoriamo.



A sera

A sera vanno le coppie di amanti lentamente attraverso il campo,
donne sciolgono i loro capelli, commercianti contano i soldi,
sul giornale della sera leggono ansiosi i borghesi le novità,
fanciulli agitano piccoli pugni dormono sonni profondi e lunghi.
Ognuno compie le proprie azioni adempie al sublime dovere,
borghesi, poppanti, coppie di amanti - eccetto me?
Certo! Neppure delle mie azioni serali delle quali sono schiavo
lo spirito del mondo può privarsi, anch'esse hanno un senso.
E così affondo e risalgo, danzo nelll'intimo,
canticchio sciocchi canti di strada,
lodo Dio e me stesso, bevo vino fantasticando di essere un pascià,
avverto noie ai reni, sorrido e bevo anche di più, dico si al mio cuore
(al mattino non è possibile) da dolori del passato giuocando intesso una poesia,
vedo la luna e le stelle ruotare,
ne percepisco il significato e via con loro mi sento andare non importa dove.



Alla malinconia

Fuggendo da te mi sono dato ad amici e vino,
perché dei tuoi occhi oscuri avevo paura,
e nelle braccia dell’amore ed ascoltando il liuto
ti dimenticai, io tuo figlio infedele.

Tu però in silenzio mi seguivi,
ed eri nel vino che disperato bevevo,
ed eri nel calore delle mie notti d’amore,
ed eri anche nello scherno, che t’esprimevo.

Ora mi rinfreschi le mie membra sfinite
ed accolto hai nel tuo grembo il mio capo,
ora che dai miei viaggi son tornato:
tutto il mio vagare dunque era un cammino verso di te.



Io ti chiesi

Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.
Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste
Ti prego