Poesie immortali


RABINDRANATH TAGORE

AFFERRO LE TUE MANI


Afferro le sue mani
e la stringo al mio petto.
Tento di riempire le mie braccia
della sua bellezza,
di depredare con i baci
il suo dolce sorriso,
di bere i suoi bruni sguardi
con i miei occhi.
Ma dov'è?
Chi può spremere l'azzurro dal cielo?

Cerco di afferrare la bellezza;
essa mi elude
lasciando soltanto il corpo
nelle mie mani. Stanco e frustrato mi ritraggo.
Come può il corpo toccare
il fiore che soltanto
lo spirito riesce a sfiorare?



COGLI QUESTO PICCOLO FIORE


Cogli questo piccolo fiore
e prendilo. Non indugiare!
Temo che esso appassisca
e cada nella polvere.

Non so se potrà trovare
posto nella tua ghirlanda,
ma onoralo con la carezza pietosa
della tua mano, e coglilo.

Temo che il giorno finisca
prima del mio risveglio
e passi l'ora dell'offerta.

Anche se il colore è pallido
e tenue è il suo profumo
serviti di questo fiore
finché c'è tempo, e coglilo.


HAI COLORATO


Hai colorato
i miei pensieri
e i miei sogni,
con gli ultimi riflessi
della tua gloria,
Amore,
trasfigurando
la mia vita
per la prossima bellezza
della morte.

Come il sole,
al tramonto,
ci lascia intravedere
un angolo di cielo,
hai mutato il mio dolore
in gioia immensa.

Per incanto, Amore,
vita e morte
sono diventate
per me
la stessa grande
meraviglia.





NEL TUO SONNO


Nel tuo sonno, al limite dei sogni,
aspetto guardando in silenzio il tuo viso,
come la stella del mattino che appare per prima
alla tua finestra.

Con i miei occhi berrò il primo sorriso che,
come un germoglio, sboccerà
sulle tue labbra semiaperte.
Il mio desiderio è solo questo.


HO SOGNATO


Ho sognato che lei, seduta vicino al mio letto,
mi sollevava dolcemente con le mani i capelli,
facendomi sentire la gentilezza delle sue dita.

Guardavo il suo viso, lottando con le lacrime
che mi offuscavano lo sguardo,
finché il languore delle sue dolci parole
mi fermò il sogno, come una luce iridescente.







PER UN TUO SOSPIRO


Per un tuo sospiro
io do sfogo
a viventi note
di gioia
o di dolore.

Sono una sola cosa
col tuo canto,
che sia
mattutino
o notturno,
che entri
tra i raggi del sole
o tra le ombre
della sera...

Se dovessi
Perdermi nella fuga
di questa musica,
non ne patirei,
tanto
questa melodia
m'è cara.



Tu sei la nube


Tu sei la nube della sera
che vaghi nel cielo dei miei sogni.
Sempre ti dipingo e ti modello
con i miei desideri d'amore.
Tu sei mia, soltanto mia,
abitatrice dei miei sogni infiniti!
I tuoi piedi sono rosso-rosati
per la fiamma del mio desiderio,
spigolatrice dei miei canti al tramonto!
Le tue labbra sono dolci-amare
del sapore del mio vino di dolore
Tu sei mia, soltanto mia,
abitatrice dei miei sogni tristi e solitari!
Con l'ombra della mia passione
ho oscurato i tuoi occhi
frequentatrice degli abissi del mio sguardo!
T'ho presa e ti stringo, amore mio,
nella rete della mia musica.
Tu sei mia, soltanto mia,
abitatrice dei miei sogni immortali!