Domenico Induno
(Milano, 1815 – Milano, 1878)
L'artista fu attivo dapprima come pittore di storia, prediligendo soggetti biblici e medievali; mentre, dopo il 1846, si dedicò in massima pare a temi patriottici o di genere che trascendono il livello di un gustoso, illustrativo aneddotismo, ma non è priva di fresche osservazioni dal
vero, realizzate con grande abilità tecnica. Predilesse anche soggetti sentimentali di vita quotidiana, familiare.
Il padre, impiegato alle cucine della Corte, lo affidò all’orefice Luigi Cossa, il quale lo aiutò e lo avviò allo studio presso l’Accademia di Brera; amicissimo di Massimo d’Azeglio sin da quegli anni di gioventù, condivise con lui non solo gli ideali artistici, ma anche la passione di una italianità sicura e pronta ad ogni sacrificio. Nell’agosto 1848, partecipò ai moti insurrezionali, fatto che lo costrinse a rifugiarsi dapprima in Svizzera, successivamente in Toscana, esprimendo nell’esilio i suoi patriottici sentimenti col Bollettino della resa di Roma e col Dolore del soldato. Finalmente nel 1859, rientrato in Italia nella sua Milano, tornò a dedicarsi, con rinnovata serenità d’animo, alla sua arte, non senza aver nuovamente ribadito i sentimenti patriottici con L’arrivo del bollettino della pace di Villafranca, il suo dipinto più vasto, impegnativo e famoso. Fino agli ultimi anni della sua vita fu di un’attività instancabile, dando vita ad innumerevoli tele. Le sue opere, orientate nella maggior parte alla cosiddetta «arte popolare», sono trattate con squisita idealità, minuziosamente, ma con franchezza e vivacità, e da esse traspare un sentimento schietto, vigoroso ed intimo della vita del suo tempo. Inizialmente si rivela molto influenzato dalla pittura del tempo e, segnatamente da quella di Hayez con Alessandro il Grande ed il medico Filippo.
Successivamente approfondisce l’analisi, rivolgendosi ad un genere maggiormente vicino alla vita quotidiana, colta nei suoi aspetti patriottici od anche aneddotici.
Nella Galleria d’Arte Moderna di Milano sono conservate dieci opere, fra le quali: Il rosario, Scuola di sartine (bozzetto), La posa della prima pietra della Galleria di Milano (bozzetto e quadro), Incendio
Nella Pinacoteca di Brera: Il cacciatore. Altre opere: Episodio delle Cinque Giornate di Milano (La preghiera) esposto a Brera nel 1842 dove fu subito notato, L’arrivo del bollettino della pace di Villafranca, Suonatori ambulanti, L’acquaiola, Pane e lacrime, La lezione della nonna, La pietà, Alla ruota degli esposti, Povera Venezia, La stiratrice, La modella, Acquasantiera, Sogno, La cuoca, La pittrice, La massaia.
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