Luca GIORDANO


(Napoli, 18 ottobre 1634 - 12 gennaio 1705) fu un pittore italiano. È conosciuto anche con il soprannome di "Luca Fapresto" per la sua sorprendente velocità nel copiare i grandi maestri del Cinquecento, tra cui Raffaello e Annibale Carracci, ma guardando anche a Giovanni Lanfranco e Pietro da Cortona.
Nella sua pittura si uniscono i risultati spettacolari del Barocco romano con il colorismo di tradizione veneziana, ottenendo risultati di spazialità infinita attraverso il principio di continuità dato sul piano narrativo, grazie alla legatura dei vari episodi della composizione e sul piano formarle attraverso la moltiplicazione dei piani di vista e dei flussi di luce procedendo ad una progressiva smaterealizazione della forma verso il centro.
Fu apprendista presso Jusèpe de Riberaper nove anni perfezionandosi nel disegno, a Roma, in giovane età frequentò Pietro da Cortona e altri pittori della corrente neoveneta. Nei soggiorni di Roma entra in contatto con i capolavori di Michelangelo, Raffaello, dè Carracci e Caravaggio, applicandosi a disegnarli. E' questa l'epoca in cui il padre, spinto dalla necessità di vendere le copie che il giovane cominciava a produrre, "stavagli sempre al fianco non perdendolo mai di mira, e dicendogli ad ogni tratto:<>". Tuttavia, non contento di ciò che gli offriva Roma, volle trasferirsi in Lombardia. Vide perciò a Parma le opere del Correggio e del Veronese. Resta un evento, meglio contestualizzato a posteriori dalla critica, il soggiorno a Venezia(1653 e 1667): oltre alle prime commissioni pubbliche, i quadri del Giordano risultarono "rinfrescati" dalla luce e dal colore dei quadri dei vedutisti veneziani.
Trascorre in Spagna il decennio 1692-1702, chiamato da Carlo II alla corte di Madrid. El Escorial, il Palazzo Reale di Madrid e Toledo conservano parte dell'eredità artistica del pittore. Il Giordano fu popolare ala corte spagnola e il re gli concesse il titolo di "caballero".
Tornato a Napoli nel 1702 l'artista, quasi settantenne, continuò a lavorare con lo stesso incessante furore creativo. Le sempre più numerose commissioni lo indussero ad avvalersi di un'affollata bottega. Aiuti e collaboratori sviluppavano "in grande" disegni e bozzetti forniti dal maestro, completavano opere solo iniziate da quest'ultimo, mentre in molti casi il Giordano si concedeva di intervenire, con qualche colpo di pennello al termine del lavoro svolto dagli allievi.





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Affreschi palazzo Medici
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