Giovan Battista GAULLI


(Genova, 8 maggio 1639 - Roma, 2 aprile 1709) detto il ‘Baciccio ha incarnato nelle sue opere lo spirito barocco in maniera originale. La sua arte era , fatta di contrasti luministici e di movenze suggestive.
Compì il suo tirocinio presso la bottega del Borzone e furono determinanti per le sua formazione la conoscenza delle opere lasciate in città da Rubens e da Van Dyck. Trasferitosi a Roma [1653 o 1657] con l'aiuto dell'ambasciatore genovese venne accolto nella bottega di un pittore francese identificato con Guillaume Courmois detto il Borgognone. Risulterà decisivo inoltre l'incontro con Gian Lorenzo Bernini avvenuto probabilmente tra il 1659 e il 1660. Attorno al 1665 ottiene il primo incarico di rilievo, l'esecuzione della pala d'altare per una delle cappelle laterali della chiesa di S.Rocco, 'La Madonna con Bambino tra i Ss. Rocco e Antonio Abate'. Il dipinto rivela le caratteristiche della pittura genovese, con i colori caldi che risaltano su sfondo scuro. L'attenzione agli esiti pittorici dell'ambiente romano lo conduce alla realizzazione della 'Pietà' [1667] 'Diana ed Endimione' per il cardinale Flavio Chigi, nei quali emergono elementi carracceschi, la classicità delle opere romane di Guido Reni, lo sfumato dolce di Correggio.
Agli inizi degli anni Settanta dipinge per la Cappella di Papa Clemente X° l'affresco con la Trinità in Gloria per S.Maria sopra Minerva la cui composizione simmetrica richiama la pittura di Andrea Sacchi. Ma il maggior impegno si riveleranno gli affreschi con le Virtù per la famiglia Pamphilj [1666] a S.Agnese in Agone, conclusi nel 1672, anno in cui inizia la decorazione a fresco della decorazione della Chiesa del Gesù [1685] commissionata nell'agosto dal padre generale Gian Paolo Oliva a seguito del suggerimento del Bernini. Nella cupola Gaulli rappresenta la 'Gloria dello Spirito Santo', apice della decorazione barocca, ottenendo un grandioso effetto d'illusionismo luminoso, profondamente diverso, per concezione e soluzioni pittoriche, rispetto agli autori precedenti, da Lanfranco a Pietro da Cortona, fondando l'architettura della chiesa il cui spazio superiore, realizzato con l'aiuto degli stucchi, [ad opera di Ercole Antonio Raggi] viene invaso dalle figure angeliche. Nominato Principe dell'Accademia di San Luca nel 1674, all'anno successivo risalgono due straordinari capolavori: 'L'adorazione dei pastori' [chiesa di S.Maria del Carmine, Fermo] 'Madonna con Bambino e S.Anna' per la Cappella Altieri in S.Francesco a Ripa, la stessa per la quale Bernini eseguì la statua della beata Ludovica Albertoni. Nel 1693, ormai al vertice della fama, torna a Genova per gli affreschi del Palazzo Ducale, ma la cifra da lui richiesta fu ritenuta troppo elevata e l'opera non venne eseguita.
Nell'ultimo periodo di attività intensifica la sensibilità barocca, per giungere ad una maggiore espressività e fusione spaziale nella quale non si esclude l'aspirazione intellettuale a una misura ordinatrice. ['Apoteosi dell'Ordine Francescano', 1707, Chiesa dei Ss.Apostoli]





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Autoritratto
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Cristo e la samaritana
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Gian Lorenzo Bernini
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Giuseppe racconta il sogno ai fratelli
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Trionfo dwll'irdine francescano






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