Albrecht Dürer


(Norimberga, 21 maggio 1471 - Norimberga, 6 aprile 1528), terzogenito dell'orafo Albrecht il Vecchio e di Barbara Holper, figlia del maestro del marito, che avrà altri ventun figli. Il padre, divenuto cittadino norimberghese nel 1468 mutò il proprio cognome ungherese Ayas in Dürer.
Infonde nella propria opera un sentimento di appassionata malinconia. Ed anche i suoi ritratti, i suoi paesaggi, i suoi studi del vero, sono tutti permeati di una sensibilità interiore, che domina il segno grafico e fa risaltare l'inconfondibile personalità dell'artista. Fu il principale artista del suo tempo nell'Europa del nord e una figura determinante nella diffusione degli ideali del Rinascimento italiano. Visse sempre a Norimberga, uno dei maggiori centri culturali tedeschi, ma viaggiò molto e visitò l'Italia in due occasioni che influenzarono profondamente la sua opera. Il suo lavoro fu innovativo per molti aspetti: fu il primo artista a realizzare una serie di autoritratti, lavori che riflettono quanto fosse importante per lui lo status intellettuale e sociale. Cresciuto nella tradizione medievale dell'arte artigiana, ambiva infatti a essere considerato non solo una persona abile nel lavoro manuale, ma anche un intellettuale e un gentiluomo. Raggiunse il suo scopo e in seguito fu acclamato come miglior artista del Paese.


Autoritratto
Ritratto del padre

Ritratto di giovine signora
I 4 Apostoli pala sx
----- pala dx

Lucrezia

S. Eustacchio
Acquerello italiano
Leprotto
Il grande prato
Adamo ed Eva
Adorazione dei Magi

Adorazione della Trinità

Cristo disperato

Lamentazioni su Cristo morto
Madonna con Bambino

S. Anna e la Madonna col Bambino
Il martirio dei 10.000

Pala altare Paumgartner
I 7 dolori della Vergine




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