Domenichino


(Bologna, 21 ottobre 1581 - Napoli, 6 aprile 1641)- Fervente fautore del classicismo, nei suoi dipinti, dove il disegno, appreso da Ludovico Carracci, assume un ruolo preponderante, tende a realizzare composizioni di semplicità e chiarezza narrativa, trasfigurate in un'ideale di bellezza classica.
Al secolo Domenico Zampieri detto il Domenichino dopo studi di carattere umanistico, frequenta per un breve periodo lo studio del Calvaert, prima di trasferirsi, intorno al 1595, presso l’Accademia degli Incamminati, dove Ludovico e Agostino Carracci diventano le sue principali guide. Nel 1602 lascia Bologna per trasferirsi a Roma, dove entra nella bottega di Annibale Carracci. Dopo i primi dipinti, databili fra il 1603 e il 1604, si dedica soprattutto all’affresco. La prima commissione pubblica a Roma sono i tre affreschi nella chiesa di Sant’Onofrio (1604-1605); per i Farnese partecipa al completamento della decorazione della Galleria a palazzo Farnese (1604-1605); inizia nel 1608 l’affresco con la Flagellazione di sant’Andrea nella chiesa di San Gregorio al Celio. Nel 1609 è a Grottaferrata per decorare la Cappella dei santi fondatori nell’abbazia di San Nilo, terminata l’anno successivo. Partecipa con la bottega di Annibale Carracci, nel 1609, alla decorazione ad affresco del palazzo Giustiniani a Bassano di Sutri (Viterbo). Le prime commissioni indipendenti arrivano all’inizio del secondo decennio del secolo, con la decorazione della cappella Polet in San Luigi dei Francesi (1612) e La comunione di san Girolamo (Musei vaticani) del 1614. Grazie a Giovanni Battista Agucchi il Domenichino riceve l’incarico di eseguire una serie di paesaggi ad affresco nella villa Aldobrandini a Frascati (1616-1618). Nel 1617, dopo aver stipulato il contratto per la decorazione della cappella Nolfi nel duomo di Fano, lascia Roma, fermandosi a Bologna per qualche mese prima di stabilirsi a Fano nel 1618. Sebbene ritorni Bologna l’anno successivo, egli parte nuovamente per Roma nel 1621 in coincidenza con l’elezione di Alessandro Ludovisi al papato come Gregorio XV. Domenichino è nominato architetto generale della Camera apostolica. A partire dalla fine del 1622 si registrano i primi pagamenti all’artista per gli affreschi della chiesa di Sant’Andrea della Valle. Nel frattempo dipinge pale d’altare per varie chiese romane, compresa quella per San Pietro, Il martirio di San Sebastiano (1625-1630), ora in Santa Maria degli Angeli, e gli affreschi di San Carlo ai Catinari (1628-1630). Nel 1630 il pittore si reca a Napoli per decorare la cappella del Tesoro in San Gennaro. Nell’estate del 1634 lascia precipitosamente Napoli e si rifugia a Frascati presso gli Aldobrandini, ma l’anno successivo fa ritorno nella città partenopea per proseguire i lavori che proseguiranno fino alla sua morte.





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Santa Cecilia
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Santa Agnese
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Rimprovero
ad Adamo ed Eva
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Apollo Mercurio e Pan
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Cardinale GerolamoAgucchi

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Cupola di S. Maria delle Valle
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Il sacrificio di Isacco
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Incontro di S. Nilo
e Ottone III

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Martirio di S. Pietro
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Intercessione della Vergine
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La caccia di Diana
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Comunione
di S. Gerolamo

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La Sibilla cumana
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La Vergine e l'unicorno
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Maria Maddalena sale in cielo
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Maeririo di S. Sebastiano
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Madonna con Bambino
e S. Giovanni evangelista
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Paesaggio con S. Gerolamo
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Paesaggio con fortificazioni
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Morte di Adone






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