Tranquillo Cremona
(Pavia, 1837 – Milano 1878)
Compie gli studi superiori al liceo classico Ugo Foscolo di Pavia. Fu l'iniziatore della scapigliatura in pittura, pur partendo da modi alla Hayez, ma con maggior gusto cromatico di ascendenza veneta (a Venezia il giovane pittore soggiornò tra il 1852 ed il 1859, frequentandovi l'accademia).
Successivamente il linguaggio dell'artista si rivolse alla ricerca di effetti vaporosi e morbidi, ottenuti con il prevalere dello sfumato sul contorno, in disobbedienza alla teoria dell'indefinita suggestione musicale a cui tendono tutte le arti. A tali risultati Cremona pervenne a partire dal 1870, quando presentò 'I cugini', frutto delle ricerche e degli studi del periodo precedente. Si tratta di opere che non potevano non sorprendere e non scandalizzare nell'ambiente milanese, dominato dal compassato verismo di Giuseppe Bertini e dei suoi allievi.
Artista eclettico, dipinge ad olio, all’acquarello, illustra le opere del Rovani, fa miniature. Muore a Pavia nel 1878, a quarant’anni, avvelenato dal colore che era solito stemperarsi sul palmo della mano.
Nel 1912 la Biennale di Venezia gli dedica una commemorativa di settantatre dipinti.
E' significativa la recensione, nella 'Strenna ricordo dell'Esposizione Nazionale di Milano' del 1872 di Yorick (pseudonimo di Pietro Ferrigni) il quale, accostò per primo Cremona al contemporaneo Daniele Ranzoni.
In realtà, Cremona dimostrava la sua insofferenza per il clima dominante proprio attraverso la ricerca del simbolismo. Quanto alla natura sfatta delle sue immagini, la cui riconoscibilità non è sempre certa, essa dipende dallo sforzo di fondere le figure con l'ambiente.
|
|