Annibale Carracci


(Bologna, 3 novembre 1560 - Roma 15 luglio 1609) Nato da una famiglia di origine lombarda, Annibale, fratello di Agostino e cugino di Ludovico, è la personalità più importante e innovativa del gruppo dei Carracci che, insieme, studiando il vero e la pittura dei grandi maestri del Cinquecento, fondano, nei primi anni Ottanta, un’Accademia detta “dei Desiderosi” e poi, dal 1590, “degli Incamminati”. La “riforma” dei Carracci consisteva in una reazione stilistica e ideologica all’arte tardo manierista, in nome di un ritorno alla natura e di un recupero della classicità delle forme. Ma sarà soprattutto Annibale che dimostrerà una reale tendenza innovativa che influenzerà tutta la pittura del Seicento. Fin dalle prime opere bolognesi (Crocifissione , La bottega del macellaio, Il mangiafagioli) dimostra subito il suo talento di disegnatore e colorista e la sua curiosità sperimentale nei confronti dei diversi generi artistici. Primo lavoro collettivo di ampio respiro dell’Accademia carraccesca sarà l’affrescatura (1584 circa) di alcune sale del palazzo bolognese del conte Filippo Fava con le Storie di Giasone e Medea. Dopo numerose commissioni (il Battesimo di Cristo (1585), la Pietà e santi (1585), compirà un viaggio a Venezia (1587), dove colpito dalla pittura di Tiziano e di Veronese, dipinse la Madonna di san Matteo (1588). Dello stesso periodo è la pala con L’elemosina di san Rocco, ultimata nel 1595 e ora a Dresda. La più importante opera della sua scuola, in questa prima fase, è la decorazione del salone d’onore di Palazzo Magnani a Bologna (le Storie di Romolo e Remo - 1590 ca). La completa maturità dei suoi mezzi espressivi, Annibale la raggiungerà però con il trasferimento a Roma, dove viene chiamato nel 1595, insieme ad Agostino e Ludovico, dal cardinale Odoardo Farnese, per il quale eseguirà la decorazione del Camerino (con affreschi dedicati alle Storie di Ercole). Sulla volta, verrà posta la tela con l’Ercole al bivio (oggi a Capodimonte) emblematica nel percorso individuale di Annibale, nel momento in cui comincia a sganciarsi dalla stretta tutela del fratello Agostino, con il quale le incomprensioni diverranno poi insanabili durante l’esecuzione della decorazione della Galleria del palazzo Farnese. In questi mirabili affreschi (1598-1601), dove spicca la scena della volta con il Trionfo di Bacco e Arianna, Annibale raggiunge il più alto livello della propria immaginazione creativa e, rifacendosi alla cultura classica e a quella del Rinascimento, riesce a oltrepassare i limiti del reale, della natura e della storia, fornendo il fondamentale presupposto per la grande decorazione barocca. Del periodo romano sono la pala con l’Assunzione (1601) per la cappella Cerasi in Santa Maria del Popolo, gli affreschi della cappella Herrera (1602-1607) in San Giacomo degli Spagnoli e le lunette della cappella del palazzo Aldobrandini. Nel 1605 Annibale avvertirà anche i primi sintomi dell’infermità mentale che in pochi anni lo ucciderà, al ritorno di un breve viaggio a Napoli, il 15 luglio del 1609 nella città eterna dove, più che altrove, aveva ricevuto gloria e onore.



Assunzione della Vergine
Autoritratto
Autoritratto 2


Cristo crocifisso
Crocifissione con dolenti
Domine, quo vadis?


Giove e Giunone
S. Gloria di Cristo
S. L'Assunzione


I macellai
Icaro

I mangiafagioli
La scelta di Ercole

Il trionfo di Bacco ed Arianna

La pesca
Le pie donne al Sepolcro
Toeletta di Venere
Ulisse e le sirene
Pesaggio con la fuga in Egitto
Pala di San Luca
Polifemo
Pietà
Pietà le tre Marie


San Sebastiano
Venere con satiro e Cupido


Venere Adone e Cupido







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