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Giovanni Antonio Canal
il Canaletto


(Mestre, 7 ottobre 1697 – Venezia, 19 aprile 1768).

Figlio dello scenografo e pittore Bernardo Canal,da cui il soprannome di Canaletto, inizia la sua attività accanto al padre con il quale intraprende un viaggio a Roma negli anni 1719-1720. Nella città ha modo di conoscere le opere dei pittori di vedute Giovanni Paolo Pannini e Gaspar van Wittel e sotto la loro influenza lascia la scenografia per la pittura. Nel 1720 è nuovamente a Venezia dove si iscrive alla corporazione dei pittori. Intorno al 1723 risalgono le quattro vedute appartenute ai principi del Liechtenstein dove dimostra già una personalità artistica ben definita: accentua con effetti drammatici i contrasti di luce e di ombra e predilige gli scorci più “pittoreschi” di Venezia.
La fama di vedutista di Canaletto inizia presto a varcare la laguna: nel 1725 un ricco mercante lucchese, Stefano Conti, commissiona all’artista due dipinti; l’impresario irlandese Owen McSwiney lo incarica di eseguire, insieme ad altri artisti, una serie di rappresentazioni allegoriche di tombe di personaggi della storia inglese. Nel 1726 vende alcune vedute a Joseph Smith, futuro console britannico a Venezia, che diventerà il suo principale committente e anche suo mercante: nel 1735 esce la prima edizione del Prospectus Magni Canalis Venetiarum, una raccolta di quattordici incisioni tratte dalle vedute di Canaletto realizzata su incarico dell’inglese; nel 1742 viene stampata una seconda edizione ampliata. Il successo di Canaletto è all’apice: l’artista fatica a soddisfare tutte le richieste, che provengono soprattutto del mercato inglese.
Egli porta il genere della veduta a risultati di estremo rigore e chiarezza, eliminando il gusto settecentesco per il particolare aneddotico in favore di una resa oggettiva della realtà di stampo illuminista, usando anche la camera ottica. Nel 1746 si trasferisce in Inghilterra dove rimane per circa un decennio realizzando molte vedute londinesi, delle campagne anglosassoni e numerosi capricci. Al suo ritorno a Venezia la produzione si fa più rada. Nel 1765 viene ammesso all’Accademia di Venezia dopo la presentazione del dipinto Capriccio con cortile e colonnato di un palazzo immaginario (Venezia, Gallerie dell’Accademia). Muore nel 1768.
I suoi quadri, oltre ad unire nella rappresentazione topografica, architettura e natura, risultavano dall'attenta resa atmosferica, dalla scelta di precise condizioni di luce per ogni particolare momento della giornata e da un'indagine condotta con criteri di scientifica oggettività, in concomitanza col maggiore momento di diffusione delle idee razionalistiche dell'Illuminismo, l'artista insistendo sul valore matematico della prospettiva, si avvale, nei suoi lavori, della camera ottica.

Opere
(cliccare sul titolo)

Abazia di Westminster e corteo dei Cavalieri del Bagno Arco di trionfo di Costantino Canal Grande e fabbriche di Rialto
Capriccio con colonnato Capriccio con rovine classiche Castello di Warwlich
La fabbrica degli scalpellini I cavalli di S. Marco nella piazzetta Il Pantheon
Il ritorno del Bucintoro nel giorno dell'Ascensione Il campo di Rialto Ingresso del Canal grande
Paesaggio fluviale con rovine romane Panorama del bacino di S. Marco Piazza S. Marco con la Torre dell'orologio
Piazza S. Marco prima del 1723 S. Cristoforo, S. Michele e Murano Veduta del Canal grande
Veduta di Gazzada (Varese) Veduta di Pirna (Germania) Visita del Doge alle scuole di S. Rocco








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