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Vincenzo Camuccini


(Roma, 22 febbraio 1771 – Roma, 2 settembre 1844)

Uno dei più importanti pittori del Neoclassicismo italiano e della pittura di storia, nonostante visse in un periodo storico, il XIX secolo, dove la cultura romantica aveva preso piede completamente all'interno del panorama artistico-letterario europeo.
Rimasto orfano in giovane età, venne educato fin da piccolo alla pittura dal fratello maggiore Pietro, grazie al quale cominciò ad accostarsi allo stile di Raffaello, considerato dagli artisti neoclassici come il modello a cui ispirarsi per la pittura. Ogni giorno visitava le Stanze di Raffaello all'interno degli appartamenti pontifici in Vaticano, si allenava a copiarne lo stile; di quel periodo ci sono pervenuti moltissimi disegni dell'artista romano. In adolescenza passò prima alla scuola di Domenico Corvi e successivamente a quella più famosa di David.
La prima opera pittorica riconosciuta di Vincenzo Camuccini si tratta del Sacrificio di Noè eseguita in tenera età dall'artista, a soli quattordici anni.
Amava molto rappresentare la realtà di tutti i giorni, ritraendo sia la natura che la gente della strada per studiarne le espressioni e dare il più possibile ai suoi dipinti una nota realistica, influenzato dal Romanticismo. Questo suo interesse nei confronti della resa realistica dei soggetti lo spinse a frequentare gli ambienti ospedalieri, per eseguire studi sui cadaveri per capire il funzionamento dell'anatomia umana.
La sua fama crebbe negli anni, fino ad arrivare alla nomina da parte del Papa Pio VII di Direttore Generale della Fabbrica di San Pietro, incarico di sovrintendenza ai Musei Vaticani, che negli anni era stato di illustri artisti come Michelangelo e Bernini. Per il pontefice realizzò un San Tommaso e un San Simone e Giuda, due tele di grandi dimensioni per la Basilica di San Pietro.
Contemporaneamente aprì un importante atelier a Roma, frequentatissimo da molti artisti, italiani e stranieri.
Per il Re di Monaco realizzò copie di capolavori del Rinascimento italiano. A Napoli, per otto mesi, decorò la corte con importanti pitture, su tutte spiccano: La Morte di Giulio Cesare e La Morte di Virginia. Nel 1819 il Re gli affidò l'incarico di Direttore Artistico della sua Corte.
Grazie a due importanti commissioni ricevute da Napoleone: i dipinti di Carlo Magno, chiama a Parigi i letterati d'Italia e Germania per la fondazione dell'Università, assiste ai lavori dei saggi realizzati per il palazzo del Quirinale (oggi a Napoli, Museo di Capodimonte), ottenne il titolo di Cavaliere dell'Ordine del Merito delle due Sicilie.
Nel 1826 tornò di nuovo a Napoli dove lavorò per il successore di Ferdinando, Francesco I.
Con gli anni le commissioni da parte di tutte le più alte cariche europee cominciarono a moltiplicarsi, lavorò per i regnanti di Spagna e per il Granduca Alessandro II di Russia per il quale dipinse Virgilio che legge l'Eneide.
Il 28 agosto 1830, il Papa Pio VIII, lo nominò Barone con Breve, titolo nobiliare ereditario, grazie alla realizzazione del ritratto di Gregorio Magno, per il Tempio di S.Nicola in Arena a Roma.
Il successore del Gregorio XVI, gli commissionò nel 1830 l'illustrazione del Vangelo, ottantaquattro stampe realizzate in tre anni.
Successe a Canova alla presidenza dell'Accademia di San Luca, e per lui dipinse una Messalina. Nel 1840 dipinse il quadro Furio Camillo scaccia i Galli dal Campidoglio.
Morì a Roma l'2 settembre del 1844 dopo che un ictus due anni prima aveva fortemente indebolito il suo fisico. Venne sepolto nella Chiesa di San Lorenzo in Lucina dove l'artista venne battezzato.

Opere
(cliccare sul titolo)

Auroritratto ??? Donna con la spada ??? Gioacchino Rossini Patroni
La morte di Giulio Cesare La morte di Virginia Romana Lamentazioni
Pietà - deposizione dalla croce S. Tommaso S. Girolamo








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