Michelangelo Buonarroti


(Caprese, Arezzo 1475 - Roma 1564), genio multiforme fu scultore, pittore, architetto e poeta italiano del tardo Rinascimento. Tra i massimi protagonisti della storia dell'arte, unì allo studio del corpo umano e alla ricchezza dell'inventiva un'eccezionale maestria tecnica.
Figlio di Lodovico Buonarroti, a tredici anni era già a bottega dai Ghirlandaio. Dopo un anno, tuttavia, preferì studiare con Bertoldo di Giovanni le sculture antiche. Accolto a palazzo Medici da Lorenzo, entrò in contatto con Poliziano, Marsilio Ficino, Pico della Mirandola. La sua educazione si formò sulla dottrina platonica e sugli esempi di Masaccio e Donatello, Giotto e i Pisano. La Madonna della Scala e la Battaglia dei Centauri (1490-1492 ca., Casa Buonarroti, Firenze) lo resero celebre non ancora ventenne. Di ritorno a Firenze, Michelangelo diede inizio a una fitta fase creativa. Sono di questo periodo la Madonna di Bruges in Notre-Dame (probabilmente iniziata nel 1501), il Tondo Pitti (1504-1505 ca., Museo del Bargello), il Tondo Taddei (1505-1506 ca., Royal Academy, Londra) e il Tondo Doni (1504 ca., Uffizi, Firenze), che dopo il restauro rivelò tonalità vicine alla volta della successiva Cappella Sistina. Gli fu chiesto di confrontarsi con Leonardo per affrescare la sala del Consiglio di Palazzo Vecchio. La sfida non venne mai conclusa, ma il cartone della Battaglia di Cascina (ora perduto) esprimeva la perfezione raggiunta dalle sue figure di nudo. A Roma, protestando di non essere pittore, affrescò la volta della Sistina, da solo, terminandola in 4 anni, dipingendo sdraiato sulle impalcature. Le figure ricordano statue di bronzo o di marmo, hanno l'effetto di corpi umani vivi e possenti, di rara bellezza e spiritualità. Seduti in trono sono raccolti i Profeti e le Sibille, mentre gli Ignudi collegano tra loro i diversi gruppi di figure e incorniciano le nove Storie della Genesi. Nel cuore della volta, la Creazione di Adamo: un semplice gesto di Dio Padre dà vita al primo uomo e richiama "naturalmente" l'attenzione verso di sé. Il Giudizio Universale (1536-1541) ha come fonti la Bibbia e Dante, ma la sua ispirazione nasce dalla conversione religiosa di Michelangelo. Tutta l'opera si concentra sulla figura di Cristo Giudice, mentre i corpi vorticano nello spazio obbedendo al gesto divino: i beati ascendono, i dannati precipitano. Sulla pelle di san Bartolomeo appare il suo autoritratto.
A 75 anni, dopo la Conversione di san Paolo e la Crocefissione di san Pietro (1542-1545 e 1546-1550, Cappella Paolina, Palazzi Vaticani, Roma), Michelangelo smise di dipingere.
Ancora vivente, Michelangelo fu considerato superiore agli antichi. Ebbe successo, conobbe e frequentò i personaggi di maggior spicco del suo tempo, ma in fondo la sua vita fu sempre quella dell'antico artigiano. Nonostante il suo temperamento, volle sempre che le sue opere, invece di apparire come lo specchio della sua personalità, esprimessero verità universali.



Autoritratto
Tondo Doni


Cappella Sistina
Creazione d'Adamo


Creazione della donna
Creazione di stelle e pianeti

Il diluvio universale - particolare
Giudizio universale - particolare
Giudizio universale

Giudizio universale - particolare
Giudizio universale - particolare
Il diluvio universale
Il sacrificio di Noè
Il serpente di bronzo
Volta cappella Sistina







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