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François Boucher


(Parigi, 29 settembre 1703 – Parigi, 30 maggio 1770)

Figlio di un modesto pittore che si guadagnava da vivere vendendo stampe e materiali per i pittori, si forma inizialmente accanto al padre, e poi prosegue il suo apprendistato nello studio di François Lemoyne, dove rimane pochi mesi, per poi entrare nella bottega di incisioni di Jean-François Cars.
Nel 1725 presenta con successo alcuni piccoli quadri alla Exposition de la Jeunesse.Nel 1728 parte per l’Italia Nel 1731 esegue a Parigi una serie di incisioni raccolte. La sua prima opera datata risale al 1732 e raffigura Venere che chiede a Vulcano le armi per Enea (Louvre). Nel 1733 sposa Marie-Jeanne Buseau che gli farà spesso da modella. A partire dal 1734 esegue quattro “grisailles” con le Virtù per la camera della regina a Versailles. Il 7 luglio 1737 è nominato professore all’Académie. Partecipa ai Salon del 1737 e del 1738, esponendo quattro soggetti campestri. Fra il 1746 e il 1753, a più riprese decora alcuni appartamenti di Versailles e Fontainebleu. L’incontro determinante nella vita artistica di Boucher avviene nel 1751, quando diviene professore di disegno e di incisione di Madame de Pompadour. Nel 1755, dopo aver dipinto per la marchesa de Pompadour le Quattro stagioni, diventa ispettore della Manifattura di arazzi Gobelins. In questi anni alterna l’attività di pittore a quella di incisore, in stretta collaborazione con Gilles Demarteau. Ma nonostante la fama che gode a corte e la sua definitiva consacrazione con la nomina, nel 1761, a rettore dell’Académie, l’artista sul finire della carriera subisce le prime e infuocate critiche. Nuovi riconoscimenti giungono nel 1765, quando viene designato primo pittore di corte e nel 1767 confermato direttore dell’Académie.
Muore il 30 maggio del 1770 nel suo appartamento al Louvre.
Ha subìto il fascino della cultura barocca studiata in Italia, in particolare nella struttura organizzata su assi diagonali e nella gestualità magniloquente. Ma il tema mitologico è come privato dei suoi caratteri aulici, vista la profusione di elementi graziosi ed eleganti su cui in realtà punta la composizione, pervasa da una timida sensualità fatta di gesti languidi e particolari piacevoli.

Opere
(cliccare sul titolo)

Autoritratto nello studio Bagno di Diana Giove e Callisto
Il ratto di Europa La colazione La gabbia dell'uccellino
La toilette di Venere Leda e il cigno L'inverno
Odalisca bionda Odalisca bruna Offerta dell'uva
Madame de Pompadour Pastorale d'estate Rinaldo e Armida
Tramonto del Sole Trionfo di Venere Venere consola Amore








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