Statunitense, tedesco di nascita, cantore del selvaggio West, basava i propri dipinti (pur con notevoli "abbellimenti" pittorici) su foto da lui scattate e su oggetti, soprattutto manufatti indiani, raccolti nel corso di svariati viaggi.
Nato in Prussia, Bierstadt era cresciuto negli Stati uniti, a New Bedford, Massachusetts, dove la sua famiglia era emigrata quando aveva due anni e dove il padre aveva trovato lavoro come bottaio nell'industria di lavorazione delle balene. Dopo un inizio da autodidatta, nel 1850 aveva iniziato a lavorare come disegnatore.
Nel 1853 si trasferì in Europa a studiare pittura, cosa che fece per tre anni, a Düsseldorf,
L'anno seguente si aggregò a una spedizione del colonnello Frederick W. Lander, incaricato dal governo di trovare un nuovo tragitto ferroviario per la California, passando a nord del Lago Salato onde evitare ulteriori attriti tra emigranti e Mormoni.
Dopo la guerra civile, riprese a viaggiare nel 1863, ritraenti paesaggi, fortini, cowboy e, soprattutto, carovane di coloni.
Nel 1867 ripartì per un nuovo viaggio di studi Londra, Roma e Parigi..
Negli anni seguenti si trasferì in California e poi a Nassau a causa della cagionevole salute della moglie, che vi decedette nel 1893.
Bierstadt morì improvvisamente a New York il 18 febbraio 1902.
Fra i realisti e i romantici del suo tempo, le sue opere sono più rigorosamente tradizionali e anche più poetiche. Nel suo primo periodo ha dipinto in modo tradizionale e "stretto";con precisione minuta, profili chiari e con definizione assoluta degli oggetti. Dopo il suo cinquantesimo anno i suoi metodi sono cambiati verso una larghezza dei toni e con un approccio alla potenza poetica e in seguito, a partire dal 1865 circa in poi, il suo modo di dipingere è diventato pieno di mistero e di poesia. Riconosciuto come uno dei cinque o sei pittori di paesaggio più grandi che il mondo avesse visto.
Fu definito "principe dei romantici" e al contempo "puro classico", proprio per la varietà di temi proposti e per l'intensità che sprigionano, e proprio per questa ambivalenza, spesso voluta, ispirò artisti di stile molto diverso.
Pittore e incisore. Sviluppò uno stile personale, caratterizzato da un cromatismo ispirato a una grande sensibilità. Contribuì al rinnovamento pittorico che ebbe origine dagli scapigliati. Stabilitosi nel 1861 a Milano, fu a Torino con Tranquillo Cremona nel 1864, esponendovi Sordello e Cunizza (Milano, Pinacoteca di Brera), dello stesso anno è anche la la Lettrice o Clara, (Milano, Galleria d'Arte Moderna). Del 1865 è Il sacrificio della Vergine al Nilo, (Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna).
Premiato nel 1867 all'esposizione universale di Parigi per il disperso Cesare Borgia che ascolta Machiavelli, nello stesso anno tornò a Roma e nel 1869 fu a Perugia dove morí suicida.
Autodidatta, dopo 2 anni da apprendista in una litografia,1859 si trasferì a New York cominciando la sua carriera pittorica. Fu al fronte nella guerra di secessione realizzando dipinti ad olio, notevoli con fredda obiettività e vigoroso realismo, di scene di battaglia e di vita militare
Nel 1873 si dedicò agli acquerelli: uno stile fresco, spontaneo e sciolto, Notevole è la drammaticità della lotta dell'uomo contro le forze della natura, spesso rappresentata da marinai solitari che navigano su piccole imbarcazioni tra forti onde e mari in tempesta pieni di squali.
L'eroica e grandiosa forza espressiva delle opere della sua maturità esercitò un'importante influenza sui successivi pittori realistici nordamericani.
Le sue prime esperienze pittoriche sono legate al classicismo; poi, intorno al 1870, il suo stile raggiunge la pienezza: il colore risplende in bagliori di smalto e il chiaroscuro sfuma in ombre dorate.
Da questo momento le composizioni si fanno sempre più complesse, inglobando elementi eterogenei per creare un clima mistico e allo stesso tempo sensuale.
Il mito e la storia si fondono in modo suggestivo, in cui il naturalismo quasi scientifico del dettaglio appare marginale rispetto alla stupefacente fantasia dell’insieme.
Moreau è interessato più a rendere un’idea che a visualizzare un’immagine; in questo la sua pittura anticipa l’immaginazione degli artisti legati al simbolismo, che vedranno in lui un precursore del loro movimento. Nel corso della sua vita, Moreau ripete più volte i temi delle sue opere, spesso in maniera quasi ossessiva: talvolta ripete un dipinto con variazioni più o meno significative tempo dopo la prima stesura, altre volte lascia alcune opere momentaneamente incomplete per terminarle a distanza di anni.
Moreau muore a Parigi il 18 aprile 1898 ed è sepolto nel cimitero di Montmartre.
La maggior parte della sua opera è conservata in quella che fu la sua dimora parigina ed è, dal 1902, il Museo Gustave Moreau.
Pioniere del movimento puntinista, participò alla nascita dell'impressionismo scientifico e collegò lo studio delle divisioni della meteria (teorizzate da Lavoisier) a quelle della divisione delle luce. Questa evoluzione fu rigettata dagli impressionisti della prima ora.
Il suo capolavoro, Una domenica pomeriggio sull'isola della Grande Jatte, è una delle icone dell'arte del XIX secolo.
Nacque in un ambiente borghese. Suo padre, un funzionario, era un uomo solitario, carattere che fu ereditato dal figlio. Nel 1877 si iscrisse alla Scuola nazionale delle belle arti di Parigi. Fu molto influenzato dallo studio delle opere di Rembrandt, Francisco Goya e Puvis de Chavannes, Ingres. I sui studi furono interrotti dal servizio militare che prestò a Brest, dove realizzò numerosi schizzi di barche, spiagge e del mare.
Rientrato a Parigi, Seurat cominciò a dipingere nel 1882. Nel 1884 terminò Il bagno ad Asnières, il primo dei suoi sette grandi quadri. Fu alla guida del movimento neoimpressionista (o puntinista).
Dopo due anni terminò Una domenica pomeriggio sull'isola della Grande Jatte , la sua opera principale. In questa composizione, i contrasti dell'ombra e della luce sono sapientemente ripartiti nello spazio. Il quadro dà una atmosfera di dignità monumentale, attraverso l'equilibrio degli elementi e delle figure.
Nell'ultimo anno della sua vita aveva tagliato ogni rapporto con i suoi amici. Morì improvvisamente a causa di una infezione alla gola, all'età di 31 anni.
Nato da consaguinei, figlio di cugini, soffrò di malattie genetiche. A 13 e a 14 anni, si fratturò entrambi i femori non guarendo mai e le sue gambe smisero di crescere, così che da adulto rimase alto solo 1,52 avendo sviluppato un busto normale ma su gambe di un bambino (0,70 m). Anche i suoi genitali erano ipertrofici. Si immerse completamente nella sua arte. Divenne un importante artista post-impressionista, illustratore e litografo e registrò nelle sue opere molti dettagli dello stile di vita bohèmien della Parigi di fine '800. Fu definito "l'anima di Montmartre", a Parigi, dove visse a lungo tra le prostitute, sentendosi un emarginato come loro, ne divenne il confidente e il testimone della loro vita più intima. Alcolista per la maggior parte della sua vita, finì in un manicomio poco prima della sua morte. Morì per complicazioni dovute all'alcolismo e alla sifilide nella tenuta familiare Malromé, a Saint-André-du-Bois, pochi mesi prima del suo trentasettesimo compleanno. È sepolto a Verdelais, nella Gironda, a pochi chilometri dal suo luogo di nascita.
Figlio d'arte (il padre Pietro ed il nonno Luigi sono entrambi scultori di stile neoclassico), studia prima all'Accademia di Belle Arti di Venezia e poi a quella di Milano.
La figura femminile è il suo soggetto prediletto e le sue immagini di donne, sia in interni sia in esterni, risentono notevolmente dell’influsso della moderna raffigurazione dell’eleganza diffusa attraverso le riviste di moda.
Nel 1860 parte per raggiungere Garibaldi nell'impresa dei Mille.
Nel 1862 è a Firenze dove entra in contatto con gli esponenti della cultura pittorica macchiaiola, tra cui Signorini, Fattori, Lega.
Nel 1866 è di nuovo con Garibaldi per la terza guerra d'indipendenza.
Tra il 1866 e il 1874 viaggia tra Firenze, Venezia e Roma. Le sue opere di questo periodo risentono dell'intonazione realistica toscana, fondendo la tecnica della macchia con il senso cromatico veneto.
Nel 1917 Zandomeneghi viene trovato morto ai piedi del proprio letto, nello stesso anno in cui muore il grande amico Edgar Degas.
Lo studio viene smantellato, le opere sue e di altri artisti (Fattori, Lega, Signorini) sono mandate all’asta per pochi soldi.
|