Il Sito del Cuore

Pittura: 1200 - 1300





Pietro Cavallini
(Roma 1240 ca - 1325 ca)

Al secolo Pietro de' Cerroni. Fu tra i primi ad allontanarsi dal rigido stile bizantino per accostarsi a tecniche che, volte a creare l'illusione della profondità e a rendere i volumi delle figure, anticipavano quelle della prospettiva.
Le opere di Cavallini comprendono i mosaici (Storie della Vergine, 1291 ca.) dell'abside della chiesa di Santa Maria in Trastevere a Roma e una serie di affreschi (Giudizio universale, Annunciazione e Storie bibliche, 1293 ca.) conservati nella Chiesa di Santa Cecilia, sempre a Roma.
Inoltre vi sono gli affreschi del Giudizio universale, degli Apostoli e dei Poeti (1308), che si trovano a Napoli, nella chiesa di Santa Maria Donnaregina. Le sue ricerche nella direzione di una pittura realista sono accostabili a quelle del suo contemporaneo Giotto.

Guarda le opere



Duccio di Buoninsegna
(Siena 1255 ca.-1319 ca.),

E' considerato l'artista più importante della scuola senese tra il Duecento e il Trecento per il suo rinnovamento della pittura di tradizione bizantina.
La sola opera che si conserva del periodo giovanile, maggiormente legato alla tradizione, è la Madonna di Crevole nel Duomo di Siena.
Con la Maestà degli Uffizi, nota anche come Madonna Rucellai, del 1285, lo schema bizantino si ammorbidì e la pittura si arricchì delle sontuose descrizioni caratteristiche del gotico. Questa pala d'altare, con la Madonna seduta in trono col Bambino, circondata da angeli su uno sfondo dorato, è stata attribuita per secoli a Cimabue, contemporaneo di Duccio, fatto questo che testimonia la vicinanza e l'influenza reciproca dei due artisti.
La sua opera più famosa e la sola firmata è la Maestà (1308-1311), una grande pala d'altare dipinta su entrambe le superfici, commissionata per il Duomo di Siena e attualmente conservata nel suo museo: rappresenta la Madonna in trono circondata da angeli, santi e apostoli dipinti con gusto naturalistico. Il retro illustra la Passione di Cristo in 26 scene, alcune delle quali mostrano un nuovo uso della prospettiva realistica.
Tra i molti seguaci di Duccio, il più famoso fu il suo allievo Simone Martini.

Guarda le opere



Cimabue
(Firenze 1240 ca. - 1302 ca.)

Al secolo Cenni di Pepo, pittore e mosaicista, indicato da Vasari come il primo artista del rinnovamento della pittura in Italia.
Allontanatosi dal formalismo dell'arte bizantina, allora predominante in Italia, Cimabue fu il primo a trattare soggetti tradizionali in modo più realistico, anticipando così la scuola pittorica fiorentina del primo Rinascimento fondata da Giotto, del quale si pensa sia stato maestro.
Tra le opere più famose di Cimabue si ricordano un tragico e tormentato Crocifisso (1260 ca., San Domenico, Arezzo), il Crocifisso, oggi semidistrutto (eseguito prima del 1288, Santa Croce, Firenze), e la Maestà.
Di grande impegno fu la realizzazione dello splendido ciclo di affreschi dell'abside della basilica superiore di San Francesco ad Assisi: i quattro Evangelisti, le Storie della Vergine e le due Crocifissioni, eseguiti probabilmente tra il 1278 e il 1280; e, più tarda, la Madonna con angeli e san Francesco nella basilica inferiore.
A lui si devono inoltre la Maestà più matura di Santa Trinità (1285 ca., Uffizi, Firenze) e il mosaico con San Giovanni Battista (1301-1302), sua ultima opera, nell'abside del Duomo di Pisa.

Guarda le opere



Giotto di Bondone
(Colle di Vespignano, FI, 1267 ca - Firenze, 1337)

Secondo alcune fonti nato Ambrogio Bondone, conosciuto semplicemente come Giotto che sarebbe il diminutivo di Ambrogiotto o Angiolotto.
Di famiglia contadina, si racconta che egli venisse notato dal Cimabue mentre ritraeva il suo gregge sui sassi e preso dal maestro a bottega. Dopo l'inurbamento della famiglia, Giotto dovette frequentare la bottega d'un pittore: le sue prime esperienze artistiche, per stile e composizione, avvalorano la tesi dell'identificazione del maestro Cimabue. Con lui, Giotto poté visitare Roma e Assisi (1288), dove poi avrebbe lavorato a lungo. Ben presto egli iniziò a dipingere per conto proprio. Sono del 1290, infatti, le "Storie di Isacco" affrescate in Assisi.
In breve tempo egli divenne a sua volta maestro e il suo stile innovativo iniziò lentamente ad affermarsi.
All'ultimo ventennio del secolo va ascritta la datazione delle sue più antiche opere fiorentine: la "Madonna di San Giorgio alla Costa" e il "Crocifisso" in Santa Maria Novella.
Nel 1287 si sposò con Ciuta di Lapo del Pela, dalla quale ebbe cinque figli: quattro femmine e un maschio. Negli anni a cavallo tra il Duecento e il Trecento, si divise tra Roma e Assisi. Qui controllò l'andamento della decorazione della Chiesa Superiore di San Francesco; a Roma, invece, attese al lavoro del ciclo papale nella Basilica di San Giovanni in Laterano e ad altre decorazioni in occasione del Giubileo del 1300, indetto da Papa Bonifacio VIII. È questo il periodo di massimo splendore per Giotto.
Maestro affermato con una nutrita bottega, aveva superato per fama il suo mentore Cimabue. Lo stesso Dante scrisse, infatti, "credette Cimabue nella pittura tener lo campo", ma "ora Giotto ha il grido". Tale fu la sua fama che egli venne chiamato nell'Italia settentrionale - fatto eccezionale per l'epoca - per realizzare il suo capolavoro: il ciclo pittorico della Cappella degli Scrovegni di Padova. Nel nord dipinse, inoltre, opere oggi perdute, citate da Riccobaldo Ferrarese. Dal 1311 in poi Giotto tornò a Firenze. Nel 1327 s'iscrisse all'Arte dei Medici e degli Speziali: all'epoca, dovette aver già concluso i dipinti della Cappella Peruzzi e Bardi nella Chiesa francescana di Santa Croce, e il polittico francescano, connesso stilisticamente con questo ciclo pittorico e oggi smembrato in vari musei. L'anno successivo il pittore risulta impegnato in un lavoro a Napoli per Roberto d'Angiò, di cui però nulla è sopravvissuto. Da Napoli si spostò nuovamente a Firenze solo quando fu nominato (12 aprile 1334) capomaestro dell'Opera del Duomo di Firenze. Iniziati subito i lavori per il campanile, non portò mai a termine l'opera: morì, infatti, l'8 gennaio 1337.

Guarda le opere

 





indietro HOME avanti